lei: è da ieri che ho in mente un posticino...
lui: per fare l'amore?
lei: no...da scrivere...
domenica 30 settembre 2007
La cultura dentro al cervello
LEI: ti piacciono i fiori tipo africani come la sterlizia? LUI: te devi ridimensionarmi, te pensi che io sia uno con della cultura nel cervello, ma io, dei fiori, conosco solo le margherite. LEI: io penso che te hai della cultura ovunque anche nel buco del culo. LUI: ecco io lo so che poi te mi ridimensionerai tutto d'un botto quando finirà l'innamoramento e comincerai a scassarmi i maroni; dai comincia un po' adesso a scassarmi i maroni.
Ecco, tu vuoi più bene a Eio, 8:49 e Stark che a me. Uffa.
LEI: oggi ho celebrato un matrimonio, la sposa aveva un bouquet di girasoli. Anche tu, quando ci sposeremo, avrai un bouquet di girasoli. LUI: ..sì tata.. LEI: comunque no, dai, non è necessario sposarsi.. però prima o poi andremo a convivere.. (silenzio..) LEI: ecco, adesso ho il dubbio rispetto al motivo per cui non mi rispondi.. o non stai capendo che scherzo e ti preoccupi o ti stai facendo i cazzi tuoi su internet. LUI: mmh LEI: se mi stai ascoltando prova a ripetere quello che ho detto.. LUI: sì tata.. LEI: sì tata cosa? LUI: ..scusa puoi ripetere? stavo leggendo i feed..
LUI: entrare in ufficio e vedere quel girasole enorme sulla mia scrivania, te non sai che sorpresa è stata. LEI: ti è piaciuto? LUI: certo che mi è piaciuto. solo non c'era nessun biglietto, allora prima ho ringraziato tutte le colleghe d'ufficio e poi il custode che è un amicone. pensavo avessero fatto una cosa insieme. LEI: che strano. LUI: io, dopo, che tutte le ragazze mi ridevano in faccia e il custode mi ha dato del gay, ho capito che loro non c'entravano mica con quel regalo lì. allora abbiam pensato, tutto l'ufficio, di chiedere spiegazioni a te. solo poi c'è venuto in mente, la tua possibile reazione, se il pensiero di regalare quel girasole lì, fosse stato di un'altra. allora dopo una piccola riunione è uscito il verdetto e mi son deciso e te l'ho chiesto. fortuna è andata bene. LEI: lo sapevo che lo avresti pensato, volevo proprio metterti in crisi. LUI: non è che ho la coscienza sporca, è che piaccio alle donne, posso farci niente io. LEI: ecco, vedi di piacere solo a me d'ora in avanti. LEI: sai che a pensarci bene è la prima volta che regalo dei fiori ad un uomo. LUI: io anche, a me, è la prima volta che me li regalano. LEI: che bello abbiamo anche noi la nostra prima volta.
PREMESSA: questo è un post originale, che da altre parti venne sostituito con un post farlocco di auguri, e divenne mail. E poi di nuovo post. Però insomma il succo non cambia: uno dei due autori di questo blog, oggi, 33 anni fa, è nato. "Potevi dirlo subito e farla breve" - direte voi. "Lo so- risponderei - ma il posticino è il mio e la faccio lunga quanto mi pare".
Io non so ancora se è "bussola o uragano".
Io non so ancora se saprò affrontare le mie e le sue ombre. Io non so come farò a farlo ridere di gusto la prossima volta. Non so come si fa a stare vicino da così lontano. Non so se sarò in grado di stimolare i suoi pensieri e ragionamenti ogni giorno o se forse lo annoierò presto. Non so se saprò arginare il suo naturale pessimismo, la rabbia, o le mie paure, la mia continua sensazione di non essere adeguata. Non so se saprò insegnargli il mio dialetto, come vorrebbe. Non so ancora nulla. E' troppo presto. Non so cosa è successo quel giorno alla stazione, so che era un giovedì, che era caldo. So come ero vestita, come era vestito. Ricordo perfettamente il primo saluto, e quando, sceso dal treno, ha alzato gli occhi e mi ha riconosciuta. Non so come si fa a stare così bene a casa sua, a casa mia, nei viaggi di andata fatti di treni, autogrill, autoradio e libri, nei viaggi di ritorno che sanno di limone sul cuore e polvere negli occhi. Non so cosa intendevo, quando gli ho detto che ha portato la musica nella mia vita, perchè ogni suo istante ha una colonna sonora. E ha riportato prepotentemente la prosa, che io mi ero persa nella poesia. Ha portato la normalità, ha portato lo stupore. Ha portato pensieri nuovi, inaspettati. Risate. Ma non so dirvi che pensieri sono. Comunque so, e sappiatelo anche voi, che oggi è il suo compleanno.
Interno giorno. Si scartano i regali di compleanno. Due pacchetti su tre sono evidentemente libri.
LUI: che bello tata, il Lunario del paradiso di Celati, come hai fatto a trovarlo che è fuori catalogo? Allora questo sarà Le avventure di Guizzardi! LEI: ..no.. quello non sono riuscita a trovarlo.. LUI: Ah fa niente, allora sarà il nuovo di Nori! LEI: ..no.. LUI: ah ecco.
LEI: A te pensavo mentre percorro l'autostrada. Allora uno deve saperlo quando qualcuno lo pensa in quel modo. LUI: Adesso te a scrivere come parlo sei diventata più brava di me in poco tempo che poi se mi pensavi nudo io son felice che io ogni mattina quando mi tocco lo faccio. LEI: Sarebbe bello pensare che "anche io lo faccio" significa che pensi a me. E invece temo che tu ti riferisca a te:) Mi sa che siamo innamorati della stessa persona.
Segue messaggio irripetibile rispetto ai contenuti dei pensieri mattutini, a dimostrazione che anche lui la pensa tanto (frasi che io, essendo ragazza morigerata, ora non riporterò).
LEI: Ecco, fino al messaggio precedente avevo pensato di mettere il tutto su posticino, ma ora direi proprio che non è il caso. LUI: Dai dai ma si può mettere sul blog. Al limite usa termini in latino tipo fellatio e pecorinam che fa sempre scic.
EIO: leggi qua. BLOGGO: ho guardato ieri il blog di ettore bianciardi ovviamente grazie a Phonkmeister. EIO: grazie mi fai contento quando dici così. BLOGGO: dai che ti piace anche quando ti insulto.
LUI: io guardarmi intorno vedo sempre coppie felici allora perché io no dopo in quei momenti mi manchi ancora di piu' del normale cioè son felice, ma mi manchi e non ci sei
LEI: tesoro cavoli.. quando ci vediamo andiamo in giro a baciarci davanti a tutti così facciamo la coppia felice che fa rabbia al mondo ti giuro.. andiamo all'hanabi e ci baciamo in mezzo alla posta scusa, intendevo pista
LUI: andiamo anche in posta a baciarci non preoccuparti